Papa Twitter, Pontificare in modernità.
Il 3 dicembre abbiamo visto l'approdo del Papa Benedetto XVI su Twitter, ne hanno parlato tutte le testate, in tv si è mostrata l'immagine di un Papa che accarezza un ipad, forse per renderlo mansueto, e in tre ore il @Pontifex_it ha raggiunto 80.000 mila followers. A quanto siamo oggi? Avete voglia di controllare? Io onestamente no.
Dati i followers il Papa è di certo un brand che funziona ancora, anche se confesso che non so quanto resisterà al mondo di twitter, una community abituata a dire quello che pensa, come lo pensa e spesso con un linguaggio molto friendly. In twitter ognuno si prende le proprie libertà, quasi senza filtri, e ieri ho trascorso parte della nottata a leggere i tweets che si sono susseguiti al ritmo di un assolo di batteria e mi sono fatta delle sonore risate.
C'era chi gli chiedeva di fare benzina in Vaticano visto che costava meno, chi voleva passare a casa sua con due birre, chi di vendere qualche ricchezza per sfamare gli affamati, chi desiderava sapere che effetto faceva andare in giro in ciabatte, chi lo accoglieva speranzoso, chi faceva battute sui minorenni, chi parlava di diritti degli omosessuali, chi voleva farsi sbattezzare da lui, chi lo accusava di demagogia, chi gli chiedeva di inviare un CV nel caso non avesse un community manager, chi lo accoglieva di nuovo e soprattutto chi, la maggioranza, lo prendeva in giro perché aveva così tanti followers ma nessun following e su questo la rete è spietata.
Sul web l'autoreferenzialità non è mai premiata, e per fortuna. I suoi messaggeri nella conferenza stampa hanno annunciato che il primo tweet ci sarà il 12 dicembre e questo ci fa già ridere perché nessuno di noi ha mai celebrato il primo tweet prima che avvenisse.
Un brand è un brand, e la comunicazione del brand Papa va fatta in un certo modo, ma si sa che un brand in rete, se non è in grado di comunicare con la community, può fare dei gran danni alla propria reputazione.
Che cosa ci aspettiamo da @Pontifex_it?
Onestamente credo che si limiterà a pontificare non a comunicare, e c'è una bella differenza. Chi twitta non ama ascoltare chi parla affacciato a una finestra, ama ascoltare chi sa scendere e passeggiare tra i pensieri della gente, confrontarsi, sentire, le idee, le critiche, eliminando qualche filtro, togliendosi le scarpe per camminare un po' sull'erba e sull'asfalto e vedere che effetto fa percepire il vivere di ognuno di noi.
Ops, sto pontificando anch'io... @Pontifex_it è contagioso.
BrainstormingShampoo
Una rubrica dove insaponare il networking, aromatizzandolo al gusto di cultura, idee, link, video interviste, business idea, consigli, curiosità e qualche sana cialtroneria.
martedì 4 dicembre 2012
Papa Twitter
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sabato 1 dicembre 2012
Shampoo Addicted
Shampoo Addicted and massage on demand
L'idea è nata durante un raduno di persone intelligenti e piene di idee dove uomini e donne, soprattutto uomini, si alzavano per sedersi di nuovo, camminavano nel corridoio centrale, aprivano e chiudevano porte, digitavano freneticamente su tablet e smartphone, connessi, ultra connessi, ann-essi e a volte solo f_essi.
Social network attivi sempre e comunque, anche quando non si ha qualcosa da dire, perché bisogna esserci, avere share, comments, like, retweet, menzioni, altrimenti non si è intelligenti abbastanza in un mondo di intelligenti.
E c'erano startupper con tanta voglia di startuppare, presentando in soli 5 minuti pitch ritmati da slides in pieno american style. E certo, la scuola è sempre quella, mai che si contaminasse un po' di più, non so, condendo il tutto con un un po' di contemplazione filosofica, di magna grecia, di oriente, di sapori diversi, di parole meno occidentalizzate, di approfondimento. E noi impariamo, in fondo è pur sempre una bella scuola, così studiamo e impariamo a stare nei tempi, specie noi latini che il tempo ci va sempre un po' stretto e amiamo diluirlo, deriderlo e a volte sederci sopra con tutto il nostro peso. A proposto che ora è?
Così anch'io mi aggiravo tra gli intelligenti, seduta e in piedi, telecamera alla mano, cercando di intuire chi fosse il più intelligente, chi era il caso di fermare e intervistare, per risultare un po' intelligente anch'io. Forse è in quel momento che è nato un pensiero tra i pensieri, una cialtroneria di chi ha voglia di stare lì e altrove, così ho cominciato a dire, durante il networking time, necessario, imperdibile e eccitante, al sapore di risotto alla milanese, che in realtà non ero una content manager, ma una shampista che esercitava a Gabicce mare. Sentivo il bisogno di interpretare un ruolo, lontano dal mio, di riappropriarmi di manualità, di mettere per un po' da parte la testa, magari lavandola, la mia e quella di altri, perché in fondo durante lo shampo si può pensare, rilassare se stessi e la mente che abbiamo tra le mani, come innervosirla o calmarla, grattando via o modellando, inumidendo pensieri al profumo di una fragranza suadente, inebriante, rigenerante di idee e sentimenti.
Tutto questo prima di sforbiciare, tagliare via ciò che non serve più, rafforzando, rimodellando e dando un nuovo look ai pensieri, alle idee, a tutte le intuizioni intelligenti e a qualche cialtroneria, perché anche quest'ultima è necessaria a restare umani, a ironizzare su di noi, a rendere il nostro corpo meno bionico, robotico, occidental_mente robotico, e utile per acquisire un po' di morbidezza, di gusto del tempo, di creatività nella presenza e nella assenza di idee. Idee che vanno e vengono, che si fermano per ripartire, che entrano nei cassetti, a volte ci restano, e in molti casi escono con fierezza e provano provano provano a diventare azienda, prodotto, servizio, sentimento.
E lo shampo può essere necessario prima del brainstorming, in fondo tante idee vengono durante una doccia, mentre i vapori scaldano i pensieri e la mente rielabora e si distrae quel tanto che basta ad avere un'intuizione.
Brainstorming Shampoo vuole essere un pretesto, un'occasione per riappropriarsi di mani e di teste, di idee che evaporano e di idee che sedimentano. Avrei preferito chiamarlo tormenta de ideas, gli spagnoli sanno esprimere empatia e simpatia e sensualità con le parole, e sono anche bravi a mantenere un controllo, senza cedere troppo all'inglesizzazione di parole e di idee. Noi italiani siamo più deboli, abbeverati all'american lifestyle, dimentichiamo con grande facilità ciò che ci rende affascinanti.
Apro così una nuova rubrica dove poter stimolare il confronto con altre teste, incontrandoci, lavandoci, contaminandoci di cultura e di idee e ridendo un po' di noi, per il nostro bisogno di essere connessi, sempre e comunque.
Per ora passo e chiudo con una piccola comunicazione di servizio: per chi volesse prenotare un BrainstormingShampoo esercito anche oltre Gabicce Mare, con un po' di tradizionale innovazione e contaminazione.
qualche ashtag per condividere: #massageondemand, #shampooaddicted
#startowash #brainstormingshampoo #cristianarumori
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